giovedì 29 gennaio 2015

Björk - Vulnicura (2015)



L'uscita anticipata dell'ultimo lavoro di Björk ha spiazzato tutti, compreso me. Tralasciando questo fattore però, la sorpresa non s'è prolungata tramite l'ascolto dell'album. Son passati ormai undici, lunghi anni da quello che considero il capolavoro artistico dell'elfo islandese, ossia 'Medúlla'. Questo nuovo 'Vulnicura' sinceramente non è riuscito a farmi cambiare idea.

L'album si caratterizza esclusivamente di programmazione e suoni elettronici. Da una parte una sezione di archi, vero cardine portante alla base di ogni traccia, dall'altra una presenza di elementi rumoristici/drone che hanno piena libertà di svariare ed intromettersi in ogni momento tra la parte vocale e la base di archi. Il mix di questi tre elementi (archi, voce ed ambient) crea un bel conubbio che si propaga per tutto l'album, raggiungendo una forma stilistica a sé; capace d'emozionare nella prima parte (fino ad arrivare alla suite 'Black Lake', che chiude un poco l'aria alle tracce restanti) e di accompagnare l'ascoltatore con un pizzico di ripetitività nella seconda, il tutto caratterizzato da una leggera vena dark. Interessanti, a mio modo di vedere gli 'intermezzi' quasi esclusivamente elettronici 'History of Touches' e 'Quicksand'.

Nel complessivo è un album abbastanza statico. Si confeziona nella prima parte e si ripropone nella seconda. Non mi ha fatto entusiasmare e non mi ha particolarmente colpito.

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