Qualche giorno fa, sulla mia bacheca, mi son ritrovato questo side-project di un'artista russo, del quale, purtroppo, non conosco il vero nome. Incuriosito dalla descrizione (errata) che ne diedero (Atmospheric black metal) mi sono avvicinato a questo lavoro di appena 40 minuti (considerato la classica durata degli album ambient/post che non vanno sotto i 55/60 minuti solitamente)
Devo dire che son rimasto molto colpito dalla proposta. Questa risulta essere la terza pubblicazione in tre anni (due nel 2014, questo omonimo nel 2015) e sinceramente non m'aspettavo una lavoro simile.
'Blurry Lights' si presenta come un episodio cinematografico, più che per il music bussiness. Infatti, in questi quaranta minuti possiamo apprezzare dieci tracce orchestrali che sembrano uscite da una colonna sonora di un film. Eccetto per la seconda traccia, in cui figura una quest special vocals, le restanti tracce sono movimenti a sé che riescono con semplicità a trasportare melodie sature di emozioni (a volte anche smielate) senza particolari colpi di scena.
Per fare un esempio, mi son sembrati un incrocio tra la versione orchestrale degli ultimi Mono (For my Parents) senza la saturazione di suono, i crescendi malinconici, ma bensì con l'aggiunta di pianoforte (alla Erik Satie) con le colonne sonore di quartetti d'archi di Clint Mansell.
Non sarà certo un capolavoro questo 'Blurry Lights', ma devo dire che si lascia ascoltare molto piacevolmente, senza grandi problemi.
Il compositore esprime così la visione di quest'ultimo nascituro:
' The atmosphere of the album is warm and sweet overall, however mixed with a couple of sad tracks. As always, main theme of the album is love. Each melody is a different story - some people are happy in their relationship, some not and others are just walking through their life alone. The best experience from listening would be, as always, in a time of late night :) '

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