David Sylvian è uno dei miei artisti preferiti. Da sempre infatti ha sempre ricercato forme e sonorità a me consone e di grande influenza per il resto dell'ambito musicale. Certo, come in ogni famiglia ci sono degli screzzi. Chi preferisce la prima parte di carriera, chi la seconda, chi invece la sua carriera con i Japan. Ovviamente questo non è un nostro problema. Forse lo sarà di 'There's a Light That Enters Houses With No Other House in Sight' visto che continua sulla linea tracciata da 'Manafon' più di cinque anni fa, ovvero la linea più avanguardistica e di difficile ascolto, specialmente per gli amanti delle sonorità anni '80 dello stesso.
Accordatosi con il pianista John Tilbury (capomastro dell'improvvisazione classica) e con Christian Fennesz (genio dell'elettronica viennese) ha continuato l'esplorazione di paesaggi sonori oscuri, fatti di contrapposizioni elettro-ambient dove è sovente riunire leggere rintocchi di piano ed evoluzioni rumoristiche-strumentali. A tutto ciò ha aggiunto, con la sua voce sempre più dilaniata e strascicata, alcuni frammenti dell'opera letteraria di Franz Wright: 'Kindertotenwald'. Tutto ciò in un unica suite di circa 65 minuti che sicuramente risulterà ostica ai più. Il degno successore di 'Manafon', il proseguo della ricerca.

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