giovedì 26 febbraio 2015

Neal Morse - The Grand Experiment (2015)


Non sono mai stato un grande fan della svolta musicale che la generazione dei vari Dream Theater/Spock's Beard hanno impresso nella mente di ognuno di noi più o meno 25 anni fa, specialmente sulla ridefinizione del concetto di 'Progressive', termine troppe volte abbusato da critica e pubblico. L'ho sempre visto come un heavy metal assai tecnico e con grandi dosi di citazionismo ai gruppi che il Progressive lo 'crearono' e lo portarono al culmine un ventennio prima.

Questa piccola premessa per cosa, per fare i complimenti a Neal Morse e alla sua ultima creatura, questo 'The Grand Experiment'. Lavoro che riporta in auge il nome di Neal Morse, dopo non felicissime parentesi degli ultimi anni, capace di accattivarsi sia i vecchi che i nuovi fan. Due lunge suite e tre intermezzi più vicini al canone della classica canzone che riescono ad inglobbare il meglio che Neal Morse potesse auspicarsi. Sonorità si moderne ma mai tese o fredde, atte a mostrare, anzi, dimostrare una complessità nella scrittura. Un suono curato e pulito, ma che non eccede, lasciando all'ascoltatore tutta la genuinità delle composizioni. Una segnalazione di merito alla lunga e conclusiva suite dalla durata di 26 minuti abbondanti, vera summa artistica del miglior Morse degli ultimi dieci anni. Un lavoro che garberà ai vecchi e ad i nuovi fan.



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